Alla scoperta della Valtellina in camper: un itinerario tra borghi, castelli, vigneti terrazzati e paesaggi alpini, con una tappa finale a Chiavenna per la Sagra dei Crotti.
La Valtellina, nel nord della Lombardia, attraversa la provincia di Sondrio seguendo il corso dell’Adda, tra le Alpi Retiche e le Orobie. È una valle dai paesaggi molto diversi, dove vigneti, meleti e piccoli borghi lasciano progressivamente spazio alle montagne.
Un viaggio in camper permette di scoprirla con calma, partendo da Morbegno e proseguendo verso Sondrio, Chiuro, Teglio e Tirano. Da qui il percorso continua verso Mazzo di Valtellina e Grosio, fino a raggiungere Bormio e Livigno, due delle sedi delle ultime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Una settimana può essere sufficiente per completare l’itinerario. E proprio da questo weekend di settembre il viaggio può avere anche un finale speciale: a Chiavenna, nella vicina Valchiavenna, i caratteristici “crotti”, cavità naturali nella roccia un tempo utilizzate per conservare alimenti e vino e oggi anche luoghi di ristorazione, aprono le porte per la Sagra dei Crotti, in programma il 5-6 e 12-13 settembre 2026. Un’ottima occasione per concedersi un’ultima deviazione prima del ritorno a casa.
Il viaggio può iniziare da Morbegno, principale centro della Bassa Valtellina. Il centro storico è un alternarsi di dimore signorili, chiese, vicoli e antiche cantine. Tra gli edifici più interessanti c’è Palazzo Malacrida, raffinata dimora rococò situata nella parte alta dell’abitato, nota soprattutto per il salone da ballo e gli affreschi che decorano gli interni.
Morbegno è anche una tappa del Cammino Mariano delle Alpi e può essere un buon punto di partenza per camminate verso gli alpeggi circostanti. Proprio da queste montagne arriva il Bitto, formaggio d’alpeggio tra i prodotti simbolo della cucina valtellinese, insieme a pizzoccheri, polenta taragna e salumi.
Proseguendo verso est si raggiunge Sondrio, capoluogo della provincia. Il centro della cittadina sorprende con angoli raccolti e caratteristici, mentre nei dintorni si può seguire un piccolo itinerario dedicato ai castelli. Castello Masegra domina la città dall’ingresso della Valmalenco, mentre vicino a Montagna in Valtellina si trovano i resti del Castello di Mancapane e Castel Grumello, costruito tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo.
Lasciata Sondrio, il paesaggio è sempre più segnato dai vigneti e il viaggio prosegue verso Chiuro, borgo dalla lunga tradizione vitivinicola. Ogni anno, tra fine agosto e inizio settembre, qui si svolge il Grappolo d’Oro, manifestazione dedicata ai vini della Valtellina, con degustazioni tra vie, corti e palazzi del centro storico.
Tra i luoghi da vedere ci sono la chiesa dei Santi Giacomo e Andrea, la chiesa della Madonna della Neve e San Carlo e la Torre di Castionetto. Restano vive anche alcune attività artigianali, dalla lavorazione del legno e del ferro alla produzione dei caratteristici pezzotti, i colorati tappeti tipici.
Poco più avanti si raggiunge Teglio, altro luogo simbolo della gastronomia valtellinese e sede dell’Accademia del Pizzocchero. Una visita al borgo non può non includere Palazzo Besta, dimora rinascimentale che ospita l’Antiquarium Tellinum, la torre de li Beli Miri e l’Oratorio dei Bianchi con l’affresco raffigurante una “Danza Macabra”.
Il percorso continua verso Tirano, storico punto di passaggio tra Italia e Svizzera e oggi conosciuta anche come punto di partenza e arrivo del Trenino Rosso del Bernina. Tra i monumenti principali c’è il Santuario della Madonna di Tirano, costruito all’inizio del Cinquecento. Nel centro storico si trovano inoltre Palazzo Salis e Palazzo Merizzi, mentre il Museo Etnografico Tiranese raccoglie testimonianze della vita e delle tradizioni locali.
Anche la cucina merita una sosta: tra osterie e botteghe si possono assaggiare bresaola IGP, pizzoccheri e chisciöl, accompagnati dai vini della valle.
Si prosegue poi verso Mazzo di Valtellina, borgo medievale legato alla famiglia Venosta. Sopra l’abitato rimangono i resti del Castello di Pedenale, parte dell’antico sistema difensivo delle vie dirette verso il Mortirolo, oggi celebre soprattutto tra gli appassionati di ciclismo per le imprese del Giro d’Italia.
Più avanti si arriva a Grosio, dominato dal Castello Vecchio di San Faustino e dal Castello Nuovo. Sugli stessi rilievi si trovano anche importanti incisioni rupestri risalenti al periodo compreso tra il 2200 e il 1000 a.C., che meritano una visita.
Il viaggio entra quindi nell’Alta Valtellina e raggiunge Bormio, la “Magnifica Terra”, situata a 1.225 metri di altitudine e conosciuta fin dall’epoca romana per le sue acque termali. Il cuore del centro storico è piazza Cavour, o piazza del Kuerc, dove un tempo veniva amministrata la giustizia. Qui sorgono la Torre delle Ore, il Palazzo del Podestà e la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio. Poco distante si trova il Ponte di Combo, che nel Medioevo rappresentava una delle vie di accesso al paese.
Ultima tappa valtellinese a Livigno, a 1.816 metri di quota. Il “Piccolo Tibet” unisce le tradizionali case di montagna a un paesaggio alpino spettacolare, ideale per escursioni e attività all’aria aperta.
Si torna verso ovest per una tappa a Chiavenna, quasi al confine con la Svizzera, dove si tiene l’annuale Sagra dei Crotti. Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e parte della rete Cittaslow, la cittadina merita una visita anche al di là della sagra settembrina.
Tra gli edifici più interessanti della zona ci sono Palazzo Vertemate-Franchi, una delle dimore cinquecentesche più prestigiose della Lombardia, Palazzo Salis, Palazzo dei Conti Balbiani e Palazzo Pestalozzi-Luna. Da vedere anche la Collegiata di San Lorenzo, con il suo battistero medievale, e il Museo del Tesoro, che custodisce la preziosa “Pace”, capolavoro di oreficeria dell’XI secolo. Chi ha più tempo può spostarsi nei dintorni verso il Parco delle Marmitte dei Giganti e le Cascate dell’Acquafraggia.
A settembre, però, il richiamo principale è la Sagra dei Crotti, in programma il 5-6 e 12-13 settembre 2026. I “crotti” sono cavità naturali nella roccia, tradizionalmente utilizzate per conservare alimenti e vino e oggi anche come luoghi di ristorazione. Durante la manifestazione ne vengono aperti diversi e sono organizzati i percorsi enogastronomici “Andèm a Cròt”, dove si possono assaggiare tantissime specialità diverse.
Una settimana può essere sufficiente per completare il viaggio, ma qualche giorno in più lascia spazio anche a escursioni e visite più approfondite a palazzi e musei.
Tra le aree e i punti sosta presenti lungo il tragitto si possono valutare:
Nei centri storici è preferibile lasciare il camper nelle aree di sosta o nei parcheggi esterni consentiti e proseguire a piedi. Prima di partire si consiglia inoltre di verificare disponibilità e servizi delle aree, oltre a eventuali divieti, limitazioni e condizioni della viabilità.
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